Plotino e il male della materia
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Volto attribuibile al filosofo Plotino |
Dalla molteplicità all'unità
L'indagine di Plotino sulla realtà si manifesta come tentativo di ricondurre la molteplicità all'unità. Per far capire meglio cosa volesse dire, Plotino adottò l'esempio dell'esercito: quest'ultimo non esisterebbe, se non si costituisse un'unità. La mente, parlando di "esercito", allude ad una pluralità di uomini organizzati in un'unità ed evidenzia così il suo ruolo. Ciò, affermava Plotino, vale per tutti i casi di aggregati che, in quanto tali, vengono designati da un unico nome collettivo.
Plotino riconduce così tutta la pluralità delle cose del mondo a questo ente assoluto detto Uno il quale non rappresenta altro se non il principio supremo da cui tutto deriva.
Gradi dell'unità
Plotino decide dunque di designare una scala di derivazione dall'Uno: al primo posto si colloca l'intelletto, successivamente l'anima e infine la materia sensibile.
La materia sensibile rappresenta per Plotino il più basso grado dell'Uno in quanto ne rappresenta la possibilità estrema di dispersione di quell'unicità assoluta originaria. La materia è quindi male in quanto non prevede alcuna contemplazione su se stessa, a differenza invece dell'anima e dell'intelletto. Essa riflette come uno specchio le forme senza contemplazione, riproduce meramente la realtà dei fatti, il mondo sensibile, senza effettuare alcun tipo di analisi razionale.
La materia infatti non è in grado, secondo Plotino, di determinarsi, non dà vita a null'altro e non è in grado di tornare all'unità.
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